Capitolo VI

Modulo 6: Materiali e componenti meccanici

Guida di studio SkyLicence con diagrammi.

Confronto delle Proprietà dei Materiali CONFRONTO DELLE PROPRIETÀ DEI MATERIALI EASA Part-66 Modulo 6 — Materiali Metallici per Aeromobili & Compositi Eccellente Buono / Moderato Limitato / Scarso Solo confronto relativo MATERIALE RESISTENZA PESO FATICA APPLICAZIONI TIPICHE Leghe di Alluminio 2xxx (2024, 2017) 6xxx (6061) 7xxx (7075) G Buono 2xxx/7xxx alta L Leggero ~2,7 g/cm³ G Buono 2024-T3 eccell. Pannelli di ala, struttura di fusoliera Longheroni di ala (7075-T6) Rivetti (2117-T4, 2024-T4) Acciai (Ferrosi) Basso/medio/alto carbonio Acciai legati CRES (inox) V Molto Alta Trattabile termicamente H Pesante ~7,8 g/cm³ G Buono Se trattato correttamente Carrello di atterraggio, supporti motore Collegamenti del sistema di controllo Molle, elementi di fissaggio (grado 5/8) Leghe di Titanio Ti-6Al-4V Ti commercialmente puro Leghe ad alta temperatura V Molto Alta Eccell. rapporto r/p M Medio ~4,4 g/cm³ E Eccellente Elevata resistenza a fatica Componenti strutturali, elementi di fissaggio Parti motore (fino a ~600°C) Compatibile con fibra di carbonio Compositi Fibra di carbonio (CFRP) Fibra di vetro (GFRP) Aramide (Kevlar) V Molto Alta Direzionale VL Molto Leggero ~1,6 g/cm³ E Eccellente Nessun limite di fatica Radomi, carenature, comandi di volo Pannelli di ala/fusoliera (CFRP) Componenti freno, condotti Nota: le leghe di Al 2xxx richiedono rivestimento protettivo; il Ti richiede bassi RPM + alta velocità di avanzamento in lavorazione; i compositi richiedono controllo dell'umidità e ispezione per impatti

Modulo 6: Materiali e Componenti

Panoramica

Il Modulo 6 del programma EASA Part-66 fornisce le conoscenze fondamentali necessarie al personale certificato di manutenzione aeronautica per comprendere i materiali utilizzati nella costruzione degli aeromobili, i componenti impiegati nell'assemblaggio e i meccanismi di degrado che li interessano. Questo modulo costituisce la base per comprendere perché gli aeromobili sono costruiti in un determinato modo, perché materiali specifici vengono selezionati per applicazioni particolari e come identificare, ispezionare e mantenere questi materiali e componenti durante la loro vita operativa.

Il modulo comprende i materiali aeronautici — sia metallici che non metallici — i meccanismi di corrosione e la protezione, gli elementi di fissaggio e i dispositivi di bloccaggio, i materiali compositi, i sigillanti e i metodi di controllo non distruttivo. Una conoscenza approfondita di questi argomenti è essenziale per formulare giudizi tecnici corretti durante le attività di manutenzione, riparazione e certificazione.


Sezione 1: Materiali Metallici Aeronautici

1.1 Leghe Ferrose

L'acciaio rimane un materiale critico nella costruzione aeronautica, in particolare per componenti altamente sollecitati come carrelli di atterraggio, supporti motore e collegamenti dei sistemi di controllo. Il principale elemento di lega nell'acciaio è il carbonio, con elementi aggiuntivi come cromo, nichel e molibdeno che conferiscono proprietà specifiche.

Classificazione degli Acciai:

Acciai a basso tenore di carbonio (fino allo 0,3% di carbonio): Utilizzati per raccordi di uso generale, staffe e componenti non strutturali. Sono facilmente saldabili e lavorabili.
Acciai a medio tenore di carbonio (0,3%–0,6% di carbonio): Trattabili termicamente, utilizzati per componenti strutturali che richiedono resistenza moderata.
Acciai ad alto tenore di carbonio (0,6%–1,0% di carbonio): Utilizzati per molle, utensili da taglio e componenti resistenti all'usura.
Acciai legati: Contengono elementi aggiuntivi come cromo, nichel e molibdeno per migliorare la temprabilità, la tenacità e la resistenza alla corrosione.
Acciai resistenti alla corrosione (CRES): Noti anche come acciai inossidabili, contengono almeno l'11% di cromo, che forma uno strato di ossido auto-riparante. I gradi comuni includono 302, 304, 316 e gradi a indurimento per precipitazione come il 17-7PH.

Trattamento Termico degli Acciai:

Il trattamento termico dell'acciaio comporta cicli controllati di riscaldamento e raffreddamento per ottenere le proprietà meccaniche desiderate:

Ricottura: Riscaldamento a una temperatura critica seguito da raffreddamento lento per ammorbidire il materiale, alleviare le tensioni interne e migliorare la lavorabilità.
Normalizzazione: Riscaldamento al di sopra della temperatura critica seguito da raffreddamento in aria per affinare la struttura del grano.
Tempra: Riscaldamento alla temperatura di austenitizzazione seguito da rapido raffreddamento (in acqua, olio o aria) per produrre martensite, una struttura dura e fragile.
Rinvenimento: Riscaldamento dell'acciaio temprato a una temperatura inferiore al punto critico per ridurre la fragilità mantenendo la durezza e aumentando la tenacità.

Prove di Durezza:

La verifica del trattamento termico viene comunemente eseguita mediante prove di durezza. La prova di durezza Rockwell è il metodo più ampiamente utilizzato nella manutenzione aeronautica, impiegando un cono di diamante (per materiali duri) o un penetratore a sfera d'acciaio (per materiali più morbidi). La profondità di penetrazione viene misurata e convertita in un numero di durezza. Altri metodi includono le prove Brinell e Vickers, ciascuna con applicazioni specifiche a seconda del materiale e della geometria del componente.

Identificazione dei Gradi di Acciaio:I fasteners in acciaio sono identificati da linee radiali sulla testa del bullone. Il numero di linee indica il grado di resistenza secondo le specifiche SAE J429 o ASTM. Ad esempio, un bullone di grado 5 ha tre linee radiali, mentre un bullone di grado 8 ne ha sei. Questo sistema di identificazione è fondamentale per garantire che durante la manutenzione vengano utilizzati i fastener di ricambio corretti.

1.2 Leghe di Alluminio

L'alluminio è il materiale strutturale più ampiamente utilizzato nella costruzione di aeromobili grazie al suo eccellente rapporto resistenza-peso, alla resistenza alla corrosione e alla formabilità.

Leghe di Alluminio Lavorato:

Il sistema di designazione per le leghe di alluminio lavorato utilizza un numero a quattro cifre:

Serie 1xxx: Alluminio commercialmente puro (99% minimo), utilizzato per applicazioni non strutturali.
Serie 2xxx: Rame come elemento di lega principale. Queste leghe sono trattabili termicamente e forniscono elevata resistenza. Le leghe aerospaziali comuni includono 2024 (alluminio-rame-magnesio) e 2017. Sono utilizzate per pannelli di ali, strutture di fusoliera e altri componenti altamente sollecitati.
Serie 3xxx: Manganese come elemento di lega principale. Non trattabili termicamente, utilizzate per applicazioni a resistenza moderata.
Serie 5xxx: Magnesio come elemento di lega principale. Non trattabili termicamente, con buona resistenza alla corrosione e saldabilità.
Serie 6xxx: Magnesio e silicio come elementi di lega principali. Trattabili termicamente, con buona formabilità e resistenza alla corrosione. 6061 è comunemente utilizzata per raccordi e componenti strutturali.
Serie 7xxx: Zinco come elemento di lega principale. Queste sono le leghe di alluminio a più alta resistenza, inclusa la 7075 (alluminio-zinco-magnesio-rame), utilizzata per componenti strutturali altamente sollecitati come longheroni alari e pannelli superiori delle ali.

Trattamento Termico delle Leghe di Alluminio:

Le leghe di alluminio trattabili termicamente vengono processate attraverso:

Trattamento termico di soluzione: Riscaldamento a una temperatura tipicamente compresa tra 460°C e 500°C per dissolvere gli elementi di lega in soluzione solida.
Tempra: Raffreddamento rapido per mantenere la soluzione solida sovrassatura.
Invecchiamento (indurimento per precipitazione): Invecchiamento naturale a temperatura ambiente o invecchiamento artificiale a temperature elevate per precipitare particelle fini che rafforzano la lega.

La designazione di tempra segue il numero della lega, come -T3 (trattato termicamente in soluzione, incrudito e invecchiato naturalmente), -T4 (trattato termicamente in soluzione e invecchiato naturalmente) e -T6 (trattato termicamente in soluzione e invecchiato artificialmente).

Effetti del Surriscaldamento:

Il superamento della temperatura di trattamento termico di soluzione provoca la fusione eutettica ai bordi dei grani, con conseguente:

Perdita di resistenza
Ridotta resistenza alla corrosione
Cricche intergranulari
Sbollature superficiali

Questa condizione è irreversibile e richiede un nuovo trattamento termico o la sostituzione del componente.

Materiali per Rivetti:

I rivetti pieni sono comunemente fabbricati in lega di alluminio 2117-T4, che offre una buona duttilità per la chiodatura raggiungendo al contempo una resistenza adeguata dopo l'installazione. La lavorazione a freddo durante la chiodatura, combinata con l'invecchiamento naturale, determina una condizione -T3. I rivetti 2024-T4 sono più resistenti ma meno duttili e più soggetti a cricche durante la chiodatura; vengono tipicamente chiodati in condizioni completamente ricotte e lasciati invecchiare naturalmente. La sostituzione dei materiali dei rivetti non è consentita senza l'approvazione ingegneristica.

1.3 Leghe di Titanio

Il titanio offre una combinazione eccezionale di proprietà per applicazioni aerospaziali:- Elevato rapporto resistenza/peso

Eccellente resistenza alla corrosione
Compatibilità con i compositi in fibra di carbonio (nessuna corrosione galvanica)
Buone prestazioni ad alta temperatura (fino a circa 600°C)

Le leghe di titanio comuni includono Ti-6Al-4V (6% alluminio, 4% vanadio), utilizzata per componenti strutturali, elementi di fissaggio e parti di motore.

Considerazioni sulla lavorazione:

Il titanio si incrudisce rapidamente e ha una scarsa conducibilità termica. La foratura e la lavorazione richiedono:

Basse velocità del mandrino per prevenire l'incrudimento
Elevate velocità di avanzamento (pressione) per tagliare efficacemente
Utensili da taglio in cobalto o carburo anziché acciaio rapido standard
Abbondante applicazione di refrigerante per controllare la generazione di calore

La mancata osservanza di questi parametri comporta un rapido usura dell'utensile, incrudimento del materiale e potenziali danni al componente.

1.4 Leghe di Magnesio

Il magnesio è il metallo strutturale più leggero, circa un terzo più leggero dell'alluminio. Tuttavia, presenta limitazioni significative:

Scarsa resistenza alla corrosione, in particolare in ambienti salini
Elevata suscettibilità alla corrosione galvanica
Infiammabilità in forma finemente suddivisa

Le leghe di magnesio sono utilizzate in applicazioni limitate come alloggiamenti di riduttori e alcuni componenti non strutturali. La corrosione del magnesio si presenta come polvere bianca con sollevamento degli strati superficiali (esfoliazione). La pulizia deve essere eseguita con attenzione utilizzando trattamenti chimici a base di cromati; i metodi meccanici come la spazzolatura con filo metallico possono causare corrosione galvanica e danneggiare il materiale tenero.

1.5 Identificazione dei Materiali

La corretta identificazione dei materiali aeronautici è essenziale per la manutenzione. I metodi includono:

Documentazione di certificazione dei materiali
Marcature del produttore e numeri di parte
Analisi chimica (per identificazione definitiva)
Prova di conducibilità elettrica (può differenziare alcune leghe ma non è definitiva)

Colore, durezza e prova alla scintilla non sono metodi affidabili per identificare le leghe di alluminio. La prova alla scintilla è applicabile solo ai materiali ferrosi.


Tipi di Corrosione e Prevenzione Tipi di Corrosione e Prevenzione — EASA Part-66 Modulo 6 CORROSIONE SUPERFICIALE Superficie in lega di alluminio Pitting (vaiolatura) Lo strato di ossido si rompe Polvere bianca/grigia, ruvidità Attacco uniforme sulla superficie esposta Prevenzione: Anodizzazione, verniciatura, rivestimento, pulizia regolare CORROSIONE GALVANICA Alluminio (Anodo −) Acciaio/CRES (Catodo +) Flusso di e⁻ Elettrolita (umidità/sale) Corrosione qui Prevenzione: Isolamento, finitura, primer a base di zinco/cromato CORROSIONE INTERGRANULARE Attacco lungo i bordi dei grani Perdita di resistenza, cricche Prevenzione: Trattamento termico adeguato, rivestimento (Alclad), evitare surriscaldamento CORROSIONE ESMETTENTE (ESFOLIAZIONE) prodotti di corrosione Sollevamento degli strati / sfaldamento I prodotti di corrosione separano gli strati Comune nelle leghe di Al lavorate (2xxx, 7xxx) Prevenzione: Rivestimento, protezioni, rimozione tempestiva della corrosione, riprotezione MISURE DI PREVENZIONE 1 Rivestimenti protettivi: primer, vernici, anodizzazione, rivestimento alclad 2 Pulizia e ispezione regolari (rimuovere polvere, sali, umidità) 3 Isolamento galvanico: isolanti, sigillanti tra metalli dissimili 4 Trattamento termico adeguato e controllo della struttura dei grani (leghe di Al) 5 Drenaggio e ventilazione: prevenire l'accumulo di umidità nelle strutture EASA Part-66 Modulo 6 — Materiali e Componenti | Tipi di corrosione: Superficiale, Galvanica, Intergranulare, Esfoliazione

Sezione 2: Corrosione

2.1 Meccanismi di Corrosione

La corrosione è il deterioramento di un materiale dovuto a reazione chimica o elettrochimica con l'ambiente circostante. È una preoccupazione significativa nella manutenzione aeronautica, poiché la corrosione può compromettere l'integrità strutturale e portare a guasti catastrofici se non rilevata.

Corrosione Elettrochimica:

La corrosione richiede quattro elementi:

83.Un anodo (dove il metallo viene perso)
84.Un catodo (dove avviene la riduzione)
85.Un elettrolita (come acqua contenente sali disciolti)
86.Un percorso elettrico tra anodo e catodo

La serie galvanica classifica i metalli in base al loro potenziale elettrochimico. Quando metalli dissimili sono a contatto in presenza di un elettrolita, il metallo più anodico si corrode preferenzialmente.

2.2 Tipi di Corrosione

Corrosione Superficiale (Generale):

Questa forma di corrosione si presenta come un attacco uniforme su una superficie. Sulle leghe di alluminio, si presenta tipicamente come depositi polverulenti bianchi/grigi con vaiolatura. La corrosione superficiale è spesso lo stadio iniziale di corrosione più grave e deve essere valutata rispetto ai limiti di danno ammissibili nell'SRM.

Corrosione per vaiolatura (Pitting):La vaiolatura è una forma localizzata di corrosione che produce piccole cavità o vai. È spesso avviata dalla rottura locale dello strato protettivo di ossido. La vaiolatura può essere difficile da rilevare visivamente e può richiedere metodi di controllo non distruttivi (NDT) come l'ispezione a correnti indotte per determinare profondità ed estensione.

Corrosione intergranulare:

Questa corrosione attacca lungo i bordi dei grani, spesso a causa della precipitazione di fasi intermetalliche durante un trattamento termico improprio. Inizialmente non è visibile sulla superficie e richiede metodi NDT come il controllo a correnti indotte per il rilevamento. La corrosione intergranulare può portare a:

Perdita di resistenza
Esfoliazione (sollevamento degli strati superficiali)
Cricche da corrosione sotto tensione

Corrosione esfoliante:

Una forma di corrosione intergranulare in cui i prodotti di corrosione separano gli strati dei grani, causando il sollevamento e la sfaldatura del materiale. Si trova comunemente su leghe di alluminio e leghe di magnesio, apparendo come una polvere bianca con sollevamento a strati.

Cricche da corrosione sotto tensione (SCC):

La SCC si verifica quando una tensione di trazione sostenuta (residua o applicata) agisce su un materiale in un ambiente corrosivo. La criccatura è tipicamente intergranulare e può verificarsi a livelli di tensione ben al di sotto del carico di snervamento. La SCC è distinta dalla fatica, che deriva da carichi ciclici. Le leghe di alluminio ad alta resistenza (in particolare la serie 7xxx) e gli acciai ad alta resistenza sono suscettibili.

Corrosione galvanica:

La corrosione galvanica si verifica quando metalli dissimili sono in contatto elettrico in presenza di un elettrolita. Il metallo più anodico si corrode preferenzialmente. I prodotti di corrosione bianco-verdastri sui bulloni in acciaio a contatto con strutture in alluminio sono caratteristici della corrosione galvanica. I metodi di prevenzione includono:

Isolamento tra metalli dissimili (ad es., rondelle cadmiate)
Protezione superficiale (anodizzazione, placcatura, verniciatura)
Drenaggio per prevenire l'accumulo di elettrolita

Corrosione da sfregamento (fretting):

La corrosione da sfregamento si verifica quando due superfici a contatto subiscono piccoli movimenti oscillatori, portando a usura e ossidazione. Si verifica comunemente in:

Giunti rivettati
Connessioni bullonate
Superfici di appoggio

La caratteristica polvere di ossido rosso/marrone (su acciaio) o polvere nera (su alluminio) distingue il fretting da altre forme di corrosione.

Corrosione filiforme:

La corrosione filiforme si verifica sotto i film di vernice, apparendo come filamenti simili a fili. È una forma di corrosione a cellula di concentrazione di ossigeno che richiede una pellicola di vernice danneggiata per l'inizio.

2.3 Protezione dalla corrosione

Anodizzazione:

L'anodizzazione è un processo elettrolitico che ispessisce lo strato di ossido naturale sull'alluminio. Il componente è reso anodo in un elettrolita acido e l'ossigeno viene rilasciato sulla superficie, formando uno spesso strato poroso di ossido di alluminio.

Caratteristiche principali dei rivestimenti anodizzati:

Eccellente resistenza alla corrosione
Buona adesione della vernice (struttura porosa)
Resistenza all'usura leggermente aumentata (soprattutto anodizzazione dura)
Proprietà di isolamento elettrico

I processi di anodizzazione comuni includono l'anodizzazione all'acido cromico (MIL-A-8625 Tipo I) e l'anodizzazione all'acido solforico (Tipo II). L'anodizzazione dura (Tipo III) fornisce un rivestimento più spesso e più duro per applicazioni resistenti all'usura.

Rivestimento di conversione al cromato (Alodine):

I rivestimenti di conversione al cromato vengono applicati sulle superfici in alluminio per fornire:

Resistenza alla corrosione (passivazione della superficie)
Adesione migliorata per la successiva applicazione di primer e verniceIl processo prevede un trattamento chimico con una soluzione cromata, che produce uno strato protettivo sottile. Non è un primer di per sé, ma viene tipicamente applicato prima dell'applicazione del primer.

Cadmiature:

La cadmiatura viene applicata a elementi di fissaggio e raccordi in acciaio per la protezione dalla corrosione. Il cadmio è anodico rispetto all'acciaio, il che significa che si corrode preferenzialmente, proteggendo l'acciaio sottostante. Ulteriori vantaggi includono:

Lubrificità (attrito ridotto durante l'installazione)
Compatibilità con strutture in alluminio (corrosione galvanica ridotta)

Prodotti di corrosione bianchi sulla cadmiatura indicano che il cadmio si sta corrodendo in modo sacrificale—questo è uno strato protettivo auto-limitante. Una decolorazione bruno-rossastra indica ruggine che si sta formando sull'acciaio sottostante, il che significa che la cadmiatura è stata compromessa e richiede attenzione.

Aluminizzazione:

L'aluminizzazione (rivestimento per diffusione di alluminio) fornisce protezione da ossidazione e corrosione ad alte temperature (fino a circa 900°C). Viene utilizzata su componenti dello scarico del motore e in altre applicazioni ad alta temperatura dove i rivestimenti di cadmio e zinco fallirebbero.

Primer e Vernici:

I primer vengono applicati su superfici pulite e preparate per:

Promuovere l'adesione delle successive vernici di finitura
Inibire la corrosione

Primer epossidici e primer cromati sono standard per le strutture in lega di alluminio. Il primer deve essere compatibile sia con il substrato che con il sistema di verniciatura di finitura.

2.4 Ispezione e Valutazione della Corrosione

Quando viene rilevata corrosione, l'azione iniziale è valutare l'entità del danno rispetto ai limiti consentiti specificati nell'SRM. Questo include:

Determinare il tipo di corrosione
Misurare profondità ed estensione
Confrontare con i limiti di danno consentiti
Decidere tra levigatura, riparazione o sostituzione

La levigatura è consentita solo entro i limiti dell'SRM. La sostituzione è richiesta quando la corrosione supera i limiti consentiti o compromette l'integrità strutturale.


Sezione 3: Materiali Non Metallici

3.1 Polimeri: Termoplastici e Termoindurenti

Termoplastici:

I termoplastici si ammorbidiscono quando vengono riscaldati e possono essere rimodellati e rifusi ripetutamente. Questa reversibilità è la loro caratteristica distintiva. I termoplastici comuni negli aeromobili includono:

Acrilico (Perspex, Plexiglas): Utilizzato per finestrini e cupolini grazie all'ottima chiarezza ottica e trasmissione della luce.
ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene): Utilizzato per carenature e componenti non strutturali.
Policarbonato: Elevata resistenza all'impatto, utilizzato per alcune applicazioni di vetratura.
Nylon: Utilizzato per cuscinetti, boccole e guide per cavi.

Termoindurenti:

I termoindurenti subiscono una reazione irreversibile di reticolazione chimica durante la polimerizzazione. Una volta polimerizzati, non possono essere rifusi o rimodellati. I termoindurenti comuni includono:

Epossidico: Utilizzato come resina matrice nei compositi e come adesivo.
Poliestere: Utilizzato in alcune applicazioni compositive.
Fenolico: Utilizzato per pannelli interni grazie alla resistenza al fuoco.

3.2 Materiali Acrilici (Perspex/Plexiglas)

I materiali acrilici sono ampiamente utilizzati per finestrini e cupolini di aeromobili grazie alle loro:

Ottima chiarezza ottica
Leggerezza
Buona resistenza agli agenti atmosferici

Crazing (Microfessurazione):

Il crazing è la formazione di sottili crepe superficiali sui materiali acrilici, causato più comunemente dal contatto con solventi come acetone, benzina o agenti pulenti che attaccano la superficie. Altre cause includono:

Stress eccessivo (cricche da stress)
Degradazione UV (causa ingiallimento, non crazing)

Manipolazione e Installazione:I vetri acrilici vengono forniti con una pellicola protettiva che deve rimanere in posizione fino al completamento di tutti i lavori adiacenti (foratura, sigillatura, rivettatura). Rimuovere la pellicola prematuramente espone il vetro a graffi superficiali e attacco chimico.

Considerazioni sulla riparazione:

I vetri acrilici incrinati devono essere sostituiti, non riparati. Le cricche riducono l'integrità strutturale e possono propagarsi sotto i carichi di pressurizzazione. La foratura di arresto non è una riparazione permanente approvata per i vetri.

3.3 ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene)

L'ABS è un termoplastico utilizzato per carenature e componenti non strutturali. Le considerazioni critiche includono:

Suscettibilità all'attacco da parte di alcuni solventi, chetoni ed esteri
Cricche da stress quando esposto a prodotti chimici incompatibili
Requisito di utilizzare solo adesivi e vernici compatibili

3.4 Materiali Compositi

I materiali compositi sono costituiti da una matrice (resina) rinforzata con fibre. La matrice trasferisce i carichi tra le fibre e le protegge dai danni ambientali, mentre le fibre forniscono resistenza e rigidità.

Tipi di fibra:

Fibra di carbonio: Elevata resistenza e rigidità, basso peso, utilizzata per strutture primarie.
Fibra di vetro: Costo inferiore, buon isolamento elettrico, utilizzata per carenature e strutture secondarie.
Aramide (Kevlar): Elevata resistenza all'impatto, utilizzata per bordi d'attacco e protezione balistica.

Sistemi di resina:

Epossidica: Resina aerospaziale più comune, eccellenti proprietà meccaniche e adesione.
Poliestere: Costo inferiore, utilizzata in applicazioni meno impegnative.
Fenolica: Resistente al fuoco, utilizzata per pannelli interni.

Monitoraggio della polimerizzazione:

La temperatura di transizione vetrosa (Tg) è direttamente correlata al grado di polimerizzazione delle resine termoindurenti. Una resina completamente polimerizzata ha una Tg caratteristica; una Tg inferiore indica una polimerizzazione incompleta. Il test della Tg verifica che il ciclo di polimerizzazione (tempo/temperatura) sia stato adeguato.

Difetti dei compositi:

Delaminazione: Separazione tra gli strati, rilevata mediante test a percussione (suono cavo) o ispezione a ultrasuoni.
Degradazione della resina: L'aspetto bianco e gessoso sulla superficie indica degradazione UV della resina.
Ingresso di umidità: Provoca rigonfiamenti e può portare a corrosione del nucleo nelle strutture a nido d'ape.
Rottura delle fibre: Danno interno, non visibile sulla superficie.

Processo di insacco sottovuoto:

Il processo di insacco sottovuoto consolida i laminati compositi durante la polimerizzazione:

Film distaccante: Previene l'adesione del sacco al laminato.
Tessuto di strappo (peel ply): Tessuto intrecciato applicato sulla superficie prima della polimerizzazione; dopo la polimerizzazione, viene strappato, lasciando una superficie pulita e ruvida ideale per l'incollaggio secondario.
Tessuto assorbente (bleeder): Assorbe la resina in eccesso dal laminato. Senza di esso, la resina in eccesso rimane sulla superficie, causando una finitura ricca di resina e irregolare.
Sacco sottovuoto: Applica pressione per consolidare il laminato.

Strutture a nido d'ape:

Le strutture sandwich a nido d'ape sono costituite da un nucleo a nido d'ape incollato tra due pannelli di rivestimento. I materiali del nucleo includono alluminio, Nomex (carta aramidica) e fibra di vetro.

Giunzione del nucleo:

Quando si giuntano nuovi nuclei a nido d'ape in nuclei esistenti:

Il nuovo nucleo deve corrispondere all'originale in materiale, dimensione delle celle, spessore del foglio e orientamento (direzione del nastro).
La pellicola adesiva deve avere una temperatura di polimerizzazione compatibile con la struttura esistente.
La schiuma di riempimento viene utilizzata per le chiusure dei bordi, non per la giunzione del nucleo.

Corrosione del nucleo:Ingresso di umidità attraverso crepe o pannelli esterni danneggiati è la causa principale della corrosione nei nuclei a nido d'ape in alluminio. L'ispezione regolare per l'ingresso di acqua è essenziale.

Protezione contro i fulmini:

Le strutture composite spesso incorporano una rete o un foglio conduttivo (rame o alluminio) per la protezione contro i fulmini. I test di conducibilità verificano che il sistema LSP sia continuo ed efficace, garantendo che le correnti da fulmine siano condotte via in sicurezza. Questo test non misura l'integrità strutturale, lo stato di polimerizzazione o il contenuto di umidità.

Danno ammissibile:

Ammaccature piccole e poco profonde che non interessano il nucleo o l'incollaggio possono rientrare nei limiti di danno ammissibile e possono essere lasciate non riparate se non superano i limiti SRM. Il danno al nucleo, la delaminazione e le perforazioni richiedono riparazione.


Sezione 4: Elementi di fissaggio

4.1 Rivetti pieni

I rivetti pieni sono gli elementi di fissaggio permanenti più comuni nelle strutture aeronautiche. Sono costituiti da una testa preformata e da un gambo; durante l'installazione, la coda viene deformata per formare una testa di chiusura.

Materiali dei rivetti:

Alluminio 2117-T4: Il più comune, buona duttilità, installato in condizione T4, invecchia naturalmente a T3 dopo l'installazione.
Alluminio 2024-T4: Resistenza maggiore ma minore duttilità, più incline a criccarsi durante la rivettatura.
Monel: Resistente alla corrosione, utilizzato per applicazioni specifiche.
Titanio: Utilizzato dove sono richieste elevata resistenza e resistenza alla corrosione.

Identificazione dei rivetti:

I segni sulla testa del rivetto indicano il materiale:

Testa liscia: Alluminio 1100 o 3003
Punto in rilievo: Alluminio 2117-T4
Doppio trattino in rilievo: Alluminio 2024-T4
Croce in rilievo: Alluminio 5056
Punto incassato: Alluminio 7050-T73

Selezione dei rivetti:

I fattori critici nella selezione dei rivetti includono:

Lunghezza di presa: Spessore totale dei materiali da unire. La lunghezza del rivetto deve essere sufficiente per formare una testa di chiusura adeguata.
Diametro: Determinato dall'applicazione e dai requisiti strutturali.
Tipo di testa: Universale, svasata o tonda a seconda dei requisiti aerodinamici e strutturali.
Distanza dal bordo: Distanza minima dal centro del rivetto al bordo del materiale.

Installazione dei rivetti:

La testa preformata è posizionata sul lato accessibile; la barra di contrasto forma la testa di chiusura sul lato opposto.
Un nuovo rivetto deve adattarsi al foro senza gioco; deve essere richiesto un colpo di martello o una leggera pressione.
I rivetti devono essere visivamente perfetti prima dell'installazione—qualsiasi danno superficiale crea concentrazioni di stress.
Il gambo si espande per riempire il foro durante la rivettatura, garantendo una tenuta stretta.

Rimozione dei rivetti:

Per rimuovere un rivetto danneggiato senza allargare il foro:

241.Trapanare la testa utilizzando una punta leggermente più piccola del gambo.
242.Usare un punzone per cacciare il gambo rimanente.
243.Non usare mai una punta più grande, che allargherebbe il foro.

Sostituzione dei rivetti:

Le sostituzioni del materiale dei rivetti non sono consentite senza approvazione ingegneristica. L'SRM o l'AMM specifica il materiale esatto del rivetto per ogni applicazione.

4.2 Bulloni e dadi

Identificazione dei bulloni:

I bulloni in acciaio sono marcati con linee radiali sulla testa per indicare il grado di resistenza:

Grado 5: Tre linee radiali
Grado 8: Sei linee radiali

Il materiale del bullone può anche essere identificato dai segni sulla testa (ad es., "AN" per standard Air Force-Navy, "MS" per Military Standard).

Elementi di fissaggio Hi-Lok:

Gli elementi di fissaggio Hi-Lok sono costituiti da un perno filettato e da un collare che viene crimpato utilizzando una chiave. Caratteristiche principali:- Serraggio uniforme senza necessità di chiave dinamometrica

Il collare ha un esagono a strappo che si taglia a una coppia predeterminata
Utilizzato per giunti strutturali
Richiede accesso a entrambi i lati della struttura

Bulloni a bloccaggio (Lockbolts):

I bulloni a bloccaggio vengono installati mediante ricalcaggio (swaging) di un collare sul bullone utilizzando uno speciale utensile idraulico. Non richiedono coppia, copiglie o saldatura.

Dadi autobloccanti:

I dadi autobloccanti incorporano una funzione di bloccaggio—sia un inserto in nylon che filettature deformate (non circolari)—che fornisce attrito sulle filettature del bullone.

Tipo interamente metallico: La funzione di bloccaggio è efficace non appena il dado è completamente impegnato.
Tipo con inserto in nylon: Il collare in nylon afferra le filettature del bullone.
Le specifiche di coppia tengono conto della coppia di bloccaggio; non è necessaria coppia aggiuntiva o allentamento.
La lubrificazione non è raccomandata poiché potrebbe alterare l'azione di bloccaggio.
Se un dado autobloccante si è allentato, è probabile che la funzione di bloccaggio sia usurata o danneggiata—il dado deve essere sostituito.

Per ni a taglio (Shear Pins):

Un perno a taglio è progettato per rompersi a un carico di taglio specifico, fungendo da fusibile meccanico per proteggere il sistema dal sovraccarico.

4.3 Dispositivi di fissaggio a sgancio rapido

Dispositivi di fissaggio Dzus:

I dispositivi di fissaggio Dzus sono elementi di fissaggio a sgancio rapido da un quarto di giro progettati per la rimozione rapida di pannelli non strutturali. Non vengono utilizzati per la struttura primaria.

4.4 Dispositivi di fissaggio temporanei

Clecos:

I Clecos sono dispositivi di fissaggio temporanei a molla utilizzati per allineare e trattenere parti in lamiera durante la foratura e la rivettatura. Vengono rimossi prima dell'assemblaggio finale.

4.5 Tecniche di installazione

Installazione a umido:

L'installazione a umido prevede l'applicazione di un sigillante anticorrosione (es. polisolfuro) sul dispositivo di fissaggio o sul foro prima dell'installazione. Lo scopo principale è:

Sigillare il giunto contro l'ingresso di fluidi (carburante, acqua)
Prevenire la corrosione

L'installazione a umido non aumenta significativamente la vita a fatica (ciò si ottiene con la preparazione del foro e l'interferenza) e non agisce come lubrificante (i valori di coppia sono solitamente regolati per l'installazione a umido).

Sigillo di coppia (Torque Seal):

Il sigillo di coppia è un materiale simile alla vernice applicato sul dispositivo di fissaggio e sulla struttura circostante dopo la serratura. Se si crepa o viene disturbato, indica un possibile allentamento. Non fornisce bloccaggio meccanico.


Sezione 5: Sigillanti e Adesivi

5.1 Tipi di sigillanti

Sigillanti al polisolfuro:

I sigillanti al polisolfuro sono i sigillanti più comuni per i serbatoi di carburante integrali degli aeromobili. Proprietà chiave:

Eccellente resistenza al carburante
Sistemi a due componenti (base e acceleratore)
Polimerizzazione a temperatura ambiente
Richiedono primer per una corretta adesione all'alluminio

Sigillanti siliconici:

I sigillanti siliconici non sono resistenti al carburante e non sono adatti per applicazioni su serbatoi di carburante. Vengono utilizzati per:

Sigillatura della cabina pressurizzata
Sigillatura del firewall
Protezione dei componenti elettrici

Adesivi cianoacrilici:

I cianoacrilati (super colle) non sono adatti per grandi spazi vuoti o applicazioni strutturali. Vengono utilizzati per piccoli compiti di incollaggio non strutturale.

5.2 Applicazione dei sigillanti

Considerazioni critiche durante l'applicazione dei sigillanti:

Vita utile (Pot life): Il tempo di lavorazione prima che il sigillante inizi a polimerizzare.
Requisito del primer: Molti sigillanti richiedono un primer per una corretta adesione.
Tempo di polimerizzazione: Varia a seconda di temperatura e umidità.
Spessore di applicazione: Deve essere entro i limiti specificati.

5.3 Adesivi

Incollaggio a freddo:

L'incollaggio a freddo utilizza un adesivo epossidico a due componenti che polimerizza a temperatura ambiente. Requisiti critici:- La preparazione della superficie è essenziale per la resistenza dell'incollaggio.

Gli adesivi monocomponenti richiedono calore per polimerizzare.
I cianoacrilati non sono adesivi strutturali.
Gli adesivi sensibili alla pressione non sono adatti per incollaggi strutturali.

Sezione 6: Prove Non Distruttive (NDT)

6.1 Controllo con Liquidi Penetranti

Il controllo con liquidi penetranti rileva discontinuità superficiali in materiali non porosi.

Sistema di penetranti rimovibili con solvente:

Per i penetranti rimovibili con solvente:

316.Applicare il penetrante e lasciare agire per il tempo di permanenza.
317.Rimuovere il penetrante in eccesso con un panno leggermente inumidito con solvente.
318.Strofinare in una sola direzione per evitare di estrarre il penetrante dalle discontinuità.
319.Applicare il rivelatore.
320.Interpretare le indicazioni.

L'acqua ad alta pressione viene utilizzata per i penetranti lavabili con acqua, non per i sistemi rimovibili con solvente.

6.2 Controllo con Particelle Magnetiche (MPI)

Il controllo con particelle magnetiche rileva cricche superficiali e sub-superficiali in materiali ferromagnetici (acciaio, ferro).

Procedura:

325.Magnetizzare il componente.
326.Applicare le particelle magnetiche (a secco o a umido).
327.Le particelle si accumulano in corrispondenza delle discontinuità, formando indicazioni.
328.Interpretare le indicazioni mentre il componente è ancora magnetizzato.
329.Smagnetizzare dopo il completamento del controllo.

L'MPI è il metodo più appropriato per rilevare cricche superficiali nelle saldature in acciaio e nei componenti del carrello di atterraggio.

6.3 Controllo con Correnti Indotte

Il controllo con correnti indotte rileva difetti superficiali e sub-superficiali in materiali conduttivi. È comunemente utilizzato per rilevare:

Corrosione intergranulare nelle leghe di alluminio
Cricche superficiali
Variazioni di conducibilità

Le correnti indotte sono particolarmente utili per rilevare corrosione sub-superficiale nelle strutture in alluminio.

6.4 Controllo ad Ultrasuoni

Il controllo ad ultrasuoni utilizza onde sonore ad alta frequenza per rilevare difetti interni. È efficace per:

Delaminazione nei compositi
Misurazioni di spessore
Difetti sub-superficiali

6.5 Prova di Battitura (Tap Testing)

La prova di battitura è un metodo semplice per rilevare la delaminazione nelle strutture composite. Un suono "sordo" o "vuoto" indica una perdita di adesione o delaminazione tra gli strati.


Sezione 7: Verniciatura e Finitura degli Aeromobili

7.1 Funzione del Primer

I primer vengono applicati su superfici pulite e preparate per:

Promuovere l'adesione dei successivi strati di finitura
Inibire la corrosione

I primer epossidici e i primer cromatati sono standard per le strutture in lega di alluminio.

7.2 Componenti del Sistema di Verniciatura

Un sistema completo di verniciatura per aeromobili comprende tipicamente:

353.Preparazione della superficie (pulizia, mordenzatura, conversione chimica)
354.Primer (protezione dalla corrosione e adesione)
355.Finitura (levigatezza aerodinamica, protezione e aspetto)

Sezione 8: Tubazioni e Flessibili degli Aeromobili

8.1 Tubazioni Idrauliche

I sistemi idraulici ad alta pressione (3000 psi) utilizzano tubazioni in acciaio resistente alla corrosione (CRES) per resistenza meccanica e alla corrosione.

Le tubazioni in alluminio vengono utilizzate per le linee di ritorno a bassa pressione.
Il rame non viene utilizzato a causa dell'incrudimento e di problemi di compatibilità.

Riepilogo delle Relazioni Chiave| Materiale | Proprietà chiave | Applicazione comune | Preoccupazione principale |

|----------|------------------|---------------------|---------------------------|

| Alluminio 2024-T3 | Elevato rapporto resistenza/peso | Rivestimenti alari, fusoliera | Corrosione, fatica |

| Alluminio 7075-T6 | Resistenza più elevata | Longheroni alari, rivestimenti superiori | Cricche da corrosione sotto sforzo |

| Titanio Ti-6Al-4V | Elevata resistenza, resistente alla corrosione | Elementi di fissaggio, strutturale | Incrudimento durante la lavorazione |

| Acciaio (lega) | Elevata resistenza | Carrello di atterraggio, supporti motore | Corrosione, infragilimento da idrogeno |

| CRES | Resistente alla corrosione | Tubazioni idrauliche, elementi di fissaggio | Costo, peso |

| Magnesio | Metallo strutturale più leggero | Scatole del cambio | Corrosione, infiammabilità |

| Acrilico | Chiarezza ottica | Finestrini, tettucci | Microcricche, attacco da solventi |

| Composito in fibra di carbonio | Elevato rapporto rigidezza/peso | Struttura primaria | Delaminazione, danni da impatto |


Punti Tipici di Focus per l'Esame

375.Tipi di corrosione e identificazione: Essere in grado di identificare i tipi di corrosione dalle descrizioni di aspetto e posizione. Conoscere la differenza tra vaiolatura, intergranulare, esfoliazione, galvanica, da sfregamento e cricche da corrosione sotto sforzo.
376.Metodi di protezione dalla corrosione: Comprendere lo scopo e il processo di anodizzazione, conversione chimica al cromato, cadmiatura e alluminizzazione. Sapere quale protezione è appropriata per quale materiale e applicazione.
377.Identificazione e selezione degli elementi di fissaggio: Sapere come identificare i materiali dei rivetti dalle marcature sulla testa, i gradi dei bulloni dalle marcature sulla testa e l'elemento di fissaggio corretto per applicazioni specifiche. Comprendere le conseguenze di una sostituzione impropria.
378.Installazione dei rivetti: Comprendere la determinazione della lunghezza di presa, i requisiti di accoppiamento del foro, la formazione della testa a bottone e la tecnica corretta per la rimozione dei rivetti.
379.Materiali compositi: Comprendere il processo di imbustamento sottovuoto, la funzione del tessuto di strappo e del tessuto assorbente, i difetti comuni e le loro cause, e lo scopo dei test di conducibilità e dei test Tg.
380.Controlli non distruttivi: Sapere quale metodo CND è appropriato per quale materiale e tipo di difetto. Comprendere le procedure corrette per i controlli con liquidi penetranti e con particelle magnetiche.
381.Sigillanti: Sapere quali tipi di sigillante sono adatti per i serbatoi di carburante, le considerazioni critiche per l'applicazione dei sigillanti e le proprietà delle diverse famiglie di sigillanti.
382.Trattamento termico: Comprendere i processi di trattamento termico per acciai e leghe di alluminio, gli effetti del surriscaldamento e come verificare il trattamento termico (prova di durezza).
383.Proprietà dei materiali: Conoscere le proprietà chiave e le applicazioni delle leghe ferrose, delle leghe di alluminio, del titanio, del magnesio e dei materiali non metallici.
384.Considerazioni sulla sicurezza: Comprendere i pericoli associati ai prodotti a base di cromati (tossicità del cromo esavalente) e i dispositivi di protezione individuale richiesti.

Riferimenti

EASA Part-66, Regolamento (UE) N. 1321/2014, Allegato III, Appendice I, Modulo 6
AMC/GM alla Part-66
Manuali di Manutenzione Aeromobile (AMM)
Manuali di Riparazione Strutturale (SRM)
AC 43-4A (Controllo della Corrosione per Aeromobili)
AC 43-13-1B (Metodi, Tecniche e Pratiche Accettabili)
SAE J429 (Requisiti Meccanici e di Materiale per Elementi di Fissaggio con Filettatura Esterna)
MIL-A-8625 (Rivestimenti Anodici per Alluminio)
AMS 2400 (Cadmiatura)
ASTM E1444 (Controllo con Particelle Magnetiche)

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